martedì 23 febbraio 2016

Competitività universitaria

Quando credi di aver superato la fase del "Che voto hai preso?" "Io sono stato più bravo di te", ecco che piombi in complottismi di matrice infantile ragionati da aspiranti adulti.

La fiera dei luoghi comuni.

-Il cacografico: "Non ti passo gli appunti perché sono scritti male"
-L'anti-tecnologia: "Se ti passo il mio quaderno, puoi farne delle copie subito. Ohibò, non ci sono stampanti funzionanti. Eh ma è troppo pesante, non riesco a inviartelo via mail" "Dropbox?" (Vita su Marte e -di quegli appunti- nessuna traccia).
-Il calcolatore: Salva le matricole dei concorrenti (autoimposti come tali) e controlla iscrizioni e risultati di ogni singolo appello, creando un libretto personalizzato per ciascuno con statistiche di successo e fallimento.
-L'alter ego: Ti passa del materiale spacciandolo per proprio, senza rendersi conto di firme e controfirme del vero proprietario.
-Gli Svizzeri: Apportano modifiche all'orario senza comunicarle e preparano la maschera da finti ingenui per il momento del "Moria delle vacche, oggi?"
-I PH: Esperti dotati di reflex e teleobiettivi che scattano fotografie agli appunti degne d'una Tintarella di Luna tra Braque e Juan Gris.
-I giornalisti: Per dovere di cronaca: "Quanti crediti ti mancano al tirocinio? Media? Esame in preparazione?"
-Zar e Zarine: Devi loro anche l'anima, insieme a tutti gli organi asportabili. Chiedi A e devi ricambiare con tutte le lettere dalla B alla Z.

In sintesi: chiedere un preventivo a Lourdes e a tutte le compagnie assicurative.
Mai assentarsi. 

venerdì 19 febbraio 2016

[Videogiochi]: Neko Atsume

Un giorno N. bussa alla mia porta.
No, non è vero. 
Mi scrive un messaggio inviandomi il link di una canzone "autistica".

"Ascolta questa e tirati su". 
Di una ripetitività a tal punto devastante...da poter essere ascoltata per 10 minuti di fila. 

Malinconici sostenitori del Tamagotchi, gattare zitelle del vicinato di Sim City, finti indaffarati al cellulare...conosco la soluzione ai vostri mali!



Un gioco.
Uno di quelli da ritaglio di tempo "easy".
L'atollo di pace formato app da ricercare quando, al contrario del resto del mondo, non avete neppure mezza notifica sputata.

Lo scopo, semplice quanto intuitivo, è quello di collezionare gattini.
Tali rotolini sorridenti si presenteranno nel vostro giardino solo dopo aver disposto oggetti degni della loro attenzione ("goodies").
Per raggiungere il vostro obiettivo avrete a disposizione due valute: pesci argentati e dorati con cui potrete fare acquisti nella sezione dedicata -"Shop"- raggiungibile attraverso il Menu.

Lasciate del cibo nella ciotola e occupatevi d'altro -anche della vostra vita, ad esempio.
Al ritorno, qualcuno sarà ormai giunto a farvi visita.
Un "tap" sul musino dei mici vi consentirà di visualizzarne la scheda e, attraverso la "camera", potrete aggiungere scatti al loro album, scegliendo anche il profilo migliore da utilizzare come presentazione.

La costanza vi sarà premiata con una delle due valute e, in casi veramente speciali, con ricordini personalizzati, i "Mementos" (da collezionare!).

49 gatti (di cui 17 rari) con preferenze ed esigenze differenti, si alterneranno nel vostro ristretto giardino -ampliabile e, successivamente, personalizzabile grazie alla funzione "Remodel".

Tra un promemoria e l'altro, ricordate di passare in News attorno alle 16:00, selezionando la password giornaliera.
Questa, in "Input password", vi darà accesso ad un premio immediato e, dopo l'accumulo di cinque codici, a uno più sostanzioso.

Se vi spoilerassi ulteriori modalità sarei da ghigliottina.
Dunque, torno a spaparanzarmi sul cuscino rosso di Saint Purrtrick al café di Sassy Fran.

Meow loading?!

[Cinema]: Kahlil Gibran's The Prophet


Quando l’amore vi chiama seguitelo,sebbene le sue vie siano difficili ed erte e quando vi avvolge con le sue ali cedetegli,anche se la lama nascosta tra le piume potrà ferirvi.[...]Ma se siete timorosi e nelll’amore cercate soltanto la tranquillità e il suo piacere, allora meglio per voi che ricopriate le vostre nudità allontanandovi dall’aia dell’amore,nel mondo senza stagioni dove riderete ma non di tutte le vostre risa e piangerete ma non di tutte le vostre lacrime.

L'amore evocato con persuasività e delicatezza klimtiana. Questo, ma non solo, è racchiuso in 95 minuti d'animazione, suddivisibili in 8 corti. Kahlil Gibran's The Prophet è un approccio semplice ad una spiritualità innata. Un "macro-dipinto" entro cui si muovono speranze e paure di personaggi a tal punto realistici da divenire tangibili.



Per le strade di Orphalese, Mustafa (libero dopo 7 anni di prigionia) viene scortato in direzione del porto.E' il momento dei saluti, delle ultime conversazioni e degli incontri con ammiratori mai abbastanza sazi.Tra questi, una maldestra e instancabile Almitra.
 
In 48 ore si assiste ad una maturazione, dei protagonisti quanto dell'osservatore: inevitabilmente attratto da insegnamenti dall'aria complessa, resi un gioco attraverso le immagini.Tra un acquerello ed un tratto grezzo di matita, si segue lo stesso vorticoso volo dei gabbiani, scovando un po' di sé tra concetti appresi ma mai espressi.


"Quando vi separate dall’amico non rattristatevi:la sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate,così come per lo scalatore la montagna appare più chiara dalla pianura."

17 febbraio 2016

Supponiamo che voi e io siamo conoscenti e che ci troviamo a casa mia a conversare e a un certo punto io voglia finire la conversazione e non avervi più a casa mia.
Momento sociale delicatissimo.
Pensate a tutti i modi in cui posso cercare di gestirlo: "Wow, si è fatto proprio tardi"; "Ti va se finiamo di parlare un'altra volta?"; "Ti dispiacerebbe andartene subito?"; "Va'"; "Vattene"; "Levati dai coglioni"; "Non avevi detto che dovevi andare da un'altra parte?"; "Sarà meglio che ti metta in strada, amico mio" ; "Allora te ne vai, tesoro"; o quel vecchio modo subdolo per porre fine a una conversazione telefonica: "Be', non ti trattengo" [...] nella vita reale sembra sempre che mi venga difficile portare a termine una conversazione o chiedere a qualcuno di andarsene, e certe volte la situazione diventa così delicata e gravida di complessità che vengo sopraffatto [...] vado in tilt e lo dico nel modo più diretto possibile "Voglio che finiamo questa conversazione e che te ne vai da casa mia" - che evidentemente mi fa sembrare molto sgarbato e brusco o semiautistico [...] mi è capitato di perdere degli amici in questo modo, sul serio.

In tutta sincerità, il congedo non è il mio solo problema.
Sono la classica persona che, al primo incontro, teme il primo saluto.
"E ora come mi comporto?"
"Sarà abituato a un bacio?", "Forse troppo viscido".
"Sarà da abbraccio?", "Chi giustifica, poi, quell'effetto sacco dato dalle braccia corte?!"
"Facciamo una stretta di mano. Semplice, formale, discreta".
In questo lasso di tempo, il mio interlocutore mi osserva come fanno gli avversari durante le trasformazioni delle eroine.
Gocciolina di sudore freddo a discendere lungo la fronte e sguardo perplesso.


Una rocambolesca fuga dal "Ciao" conclusa con qualche strana formula dell'ultimo minuto, come:"Buonsalve!".
Mentre, in fondo, m'immagino reduce da una tecnica Shaolin.
In punta di piedi, ma non troppo, piegato in avanti, ma non da spostare il baricentro, con un braccio pronto a afferrare ed un labbro in dubbio sull'increspatura.
Un surrogato della creatura di Frankenstein.

Insomma, avete capito.
Stringiamoci in cerchio alla maniera degli alcolisti anonimi e, una volta giunti a me, attendiamo un cenno.
"Sono Valentina, ho un problema con gli arrivi e le partenze".