giovedì 29 dicembre 2016

[Letture]: Dimentica il mio nome

Siamo prossimi alla chiusura del 2016 e al posto di mostrarvi i miei regali di Natale o di scrivere lunghe trafile di propositi che mai realizzerò, mi sono svegliata (influenzata e febbricitante) con la voglia di condividere il termine della lettura di "Dimentica il mio nome", il quinto libro di Zerocalcare edito da Bao Publishing.


Vorrei iniziare descrivendovi l'odore avvolgente della carta di queste duecento e più pagine ma non saprei neppure da dove partire, tanto più ora che il mio naso è in bilico tra Vicks e fazzoletti aromatizzati al lato oscuro.
Appuntatelo, dunque, tra i vostri progetti per il 2017: *Sniffare senza pietà Dimentica il mio nome*.

domenica 11 dicembre 2016

[Eventi]: L'Artigiano in Fiera 2016

Dicembre.
Il mese della giacca mai troppo pesante, dei negozi sempre aperti per la corsa ai regali, della frutta secca con il pandoro e delle mie promesse da marinaio.
"Giuro che questa volta non mi fregano più, io non ci torno. Troppa confusione, troppo caldo, troppe persone con valigie vuote che si fanno spazio a spallate e passeggini sui piedi...no, no, fuori discussione".
Serve specificarlo?!
Per il sesto anno di fila, rieccomi all'Artigiano in Fiera.

Per chi non conoscesse questo evento, si tratta di una fiera (ma va?!) dislocata a Rho-Pero che, sin dal '96, pone la propria attenzione su prodotti artigianali ed autentici provenienti da ogni parte del mondo.
Cinque grandi padiglioni ospitano Italia, Europa, Africa e Medio Oriente, Asia, America e Oceania per garantire un viaggio del mondo in nove giorni-più che in ottanta- tra culture, spettacoli, cucina ed oggettistica.
L'esposizione è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici sia a partire da Malpensa che da qualunque regione italiana, anche grazie al migliore collegamento concesso dall'Expo.
L'unica "pecca", se vogliamo definirla tale, è l'immaginabile quantitativo di persone interessate e, talvolta, la difficoltà a salire sui treni ma anche semplicemente ad effettuare uno spostamento a piedi.

Profumi, colori, CALDO ed atmosfere sempre diverse accolgono i viandanti conducendoli tra corsie di stand ricolmi di cose interessanti.
Una volta dentro è impossibile non desiderare avere un portafogli a fisarmonica e *prendere tutto*.
Un assaggino qua, uno là, provo quella crema, mi fermo per un tè, sgranocchio patatine in Olanda e Trdlo in Ungheria, annuso profumi di Grasse e mi aggrego a una tarantella.
E' talmente vasta e poliedrica da non annoiare neppure a distanza di anni.
Inoltre, data la vicinanza alle feste, consente di scovare regali originali ed unici, senza affidarsi a spedizioni lunghissime e sòle da ritardatari.

Teinomani incalliti, munitevi di olfatto e pazienza.
Gli espositori dedicati sono tantissimi (suddivisi tra Nepal, Italia, Giappone e Marocco) ed i prezzi, tutto sommato, seguono di pari passo la qualità offerta.
Non posso negare la ripetitività di molti elementi ma, complici la grandezza e la maturazione individuale, ogni anno riesco a farmi affascinare da qualcosa di nuovo.
In una carrellata di fotografie ed accenni tenterò di portarvi con me:



In Francia ho scoperto per la prima volta le "Figlie del vento", scientificamente riconosciute come Tillandsie. 
Si tratta di piante senza radici che acquisiscono il loro principale nutrimento dall'umidità e dal pulviscolo dell'aria -per tale motivo vengono presentate come "depuratori naturali".
Come immaginabile, vivono meglio all'aperto: in condizioni di luce ed umidità ideali. 
Sotto controllo, però, possono essere tenute anche in casa, accanto ad una finestra e vaporizzate almeno una volta a settimana con acqua minerale non calcarea.
Tra le varie presenti, dotate di sospensore, ne ho scelta una confusionaria: tra il rosso ed il verde, più simile ad una medusa che a qualunque altra creatura. 


Sarà una deformazione alla Mission Impossible per cui *calarsi dal soffitto è meglio che stare con i piedi per terra* ma non riesco a negare la mia fissa per tutto ciò che è sospeso. 
Così, elementi d'arredo all'orientale hanno più volte richiamato la mia attenzione. 

Menzione d'onore per le Tornado Potato in cartoccio (squisite sia con mix di spezie indiane che con peperoncino dolce) e per il té dei Tuareg che, oltre a favorirci la digestione (indispensabile!), ci ha concesso una pausa in un fiabesco angolo di Marocco.

Con la pancia piena, la giaccia impregnata come fritta nell'olio di McDonald e con piccole ma piacevoli soddisfazioni, torniamo a casa.
Prima di chiudere il post ed assaggiare uno dei té di cui ho fatto incetta, vi lascio una *Guida all'Artigiano in Fiera for Dummies*, raccogliendo elementi sia personali che "statistici":
-Portare con sé uno zaino capiente: non per forza per gli acquisti ma soprattutto per giacche, sciarpe e guardaroba da omino Michelin
-Favorire una fascia oraria pomeridiana in giorni infrasettimanali purché non Sant'Ambrogio o l'Immacolata
-Se incuriositi da cucine di paesi lontani, meglio raggiungere la fiera nei primissimi giorni d'apertura (date le esperienze passate con retate a suon di alimenti scaduti).
-Munirsi di una dose infinita (ma veramente infinita) di pazienza. 

sabato 3 dicembre 2016

Il diario della scimmia ep.1 (Captain Fantastic, Celestia, Imagimorphia)

Sono vittima di una forma di procrastinazione dettata dalle circostanze.
Ci sono, difatti, giorni in cui vorrei scrivere fiumi di parole sugli argomenti più disparati (partendo -ad esempio- dall'ultimo film visto, passando per le graphic novel appena lette, per poi giungere agli ultimi Gundam montati) eppure la programmazione non va di pari passo all'ispirazione.
Ho un po' di tempo libero, faccio click su "nuovo post" e, invece che scrivere, sarei in grado di registrare la mia voce all'infinito, raccontando ad un presunto "pubblico" tutte quelle che sono state le mie scimmie del periodo, in maniera molto colloquiale e priva di formalismi.
Con il termine "scimmie" intendo nient'altro che interessi divenuti fissazione e ricolmati da una buona dose di entusiasmo infantile.
La scimmia è, ad esempio, ciò che v'induce a riempire il carrello di uno store on line (o la wishlist dedicata) anche senza giungere all'acquisto, reduci da un'infatuazioni più o meno momentanea.
Prima di contarle inutilmente, farle cadere a terra e permettere la rottura del loro cervelletto ho optato per questo genere di post: il raduno periodico di tre elementi (tra film, musica, videgiochi, giochi da tavolo, fumetti, gastronomia e chi più ne ha più ne metta) e dei motivi per cui li ho elevati al rango di *primati*.
Mi piace pensare a questo spazio come il tè delle cinque: il momento in cui inviti un amico per conversare di qualunque cosa al cospetto dei vapori profumati di una lenta infusione.
Tra la scelta della miscela, della tazza e del filtro si radunano i racconti di una settimana, un mese o forse più; dando sfogo ad un flusso di coscienza condiviso.
Prima che il bollitore inizi a dannarsi dando adito ad immaginari alla Sweeney Todd, iniziamo!