sabato 7 gennaio 2017

[Letture]: Il Porto Proibito

Prima ancora d'iniziare voglio comunicarvelo spassionatamente: "non sarò mai all'altezza di questo post".
Fatte le dovute premesse e preso in considerazione il considerabile, accantono il mio "fazzoletto pieno di lacrime" e vi parlo di quest'ultima lettura -nonché la seconda del 2017.


L'Artist Edition de "Il porto proibito" di Teresa Radice e Stefano Turconi edita da Bao Publishing è stata, per me, come una calamita per i metalli.
Una volta adocchiato in libreria, anche ad insaputa del contenuto, non ho potuto fare a meno di sollevare il volume e sfogliarlo.
Sembra strano a dirsi ma è una di quelle sensazioni a pelle, come gli amori a prima vista.
Ti metti lì, passi le mani sulla copertina, analizzi tutte le rughe e fittizie bruciature per poi lasciarti intrappolare dalle illustrazioni.
Era un periodo particolarmente negativo, di quelli che ti cadono tra capo e collo e non sai veramente come uscirne.
Metti piede fuori casa ed hai l'impressione di doverti trascinare alle spalle una zavorra che, ad ogni nuovo passo, ti sfida a non vacillare.
Poi, complici un regalo da cercare e l'apparente fine di un tunnel privo d'illuminazione, metto nuovamente il naso in libreria.
"Non ho voglia di niente e non so neanche per quale motivo io sia entrata qui. C'è lì in basso a destra sullo scaffale centrale un libro che desidero tantissimo e non sono in vena neppure di farmi un regalo e trascinarlo a casa con me."
Faccio per uscire e, qualche istante dopo, mi ritrovo in mano un sacchetto con all'interno Il porto proibito, proprio quell'unica copia *in basso a destra sullo scaffale centrale*.
Dovrebbero esistere più persone così.
Dovrebbero esistere più sorprese e più "Leggilo quando vuoi, anche se tutto attorno sembra un delirio".

Ho aspettato un po' di tempo prima di immergermi nella lettura.
Un vero e proprio *momento giusto*, cioè quando ti svegli e, nonostante gli impegni e la miriade di cose da fare, pensi: "Oggi sì".


In quattro atti seguiamo la storia di Abel, naufrago privo di memoria ritrovato sulle coste del Siam e poi condotto a Plymouth per riscoprire sé stesso e portare a galla un mistero pieno di vita quanto di morte.
Il Porto Proibito ha l'aria immancabile di un classico.
Contiene tutto ciò che si potrebbe desiderare da una Grande Opera: un'identità dimenticata, una storia d'amore e di solidarietà, il valore della famiglia, il flebile limite tra la vita e la morte, il rancore e l'importanza di ogni singolo gesto.
Potrebbe sembrare un accurato indice di principi ma, vi dirò di più, è una delle migliori letture degli ultimi anni.
Proprio quando credevo di aver capito i segreti della narrazione, mi si è parato davanti un colpo di scena tale da far esplodere il cuore in un tripudio di: "Non voglio finire di leggerti, ti prego resta con me".
Tra due grandi imbarcazioni, una locanda ed un bordello si intersecano le storie di più personaggi vicendevolmente bisognosi d'essere scortati verso un domani privo di certezze.
Dunque, in una singola vita -ad effetto Matrioska- vengono inserite almeno altre quattro storie interconnesse con fili inizialmente invisibili.

Dalla carta di Plymouth Sound nelle prime e nelle ultime pagine sino a dediche e ringraziamenti, questo volume è un'intensissima boccata d'aria buona.
Sin dall'inizio è evidente il lavoro di documentazione svolto dagli autori che non hanno solo creato una storia "di marinai" (non lo è!) ma si sono lanciati a capofitto in una precisa ambientazione, scoprendo la terminologia, le abitudini e il folklore.
Nelle prime venti pagine si assapora un mondo completamente nuovo con l'impressione di non essere in grado di comprenderne a pieno le sfumature- in particolare per chi vi si approccia privo di conoscenze tecniche ed esperienza.
Un'impressione del tutto evanescente se ripenso a quanto mi sia sentita a casa, poco dopo, tra le righe delle vignette ed il meraviglioso stile grafico: armonioso quanto dettagliato.
C'è tanta poesia come tanta musica e le fonti sembrano essere infinite.
Nel corso della lettura è facile imbattersi in versi, ballate e canzoni (sia suonate che cantate).
Proprio in merito a queste ultime, ho ritenuto meravigliosa l'idea di inserire interi spartiti e non, come succede solitamente, solo note campate per aria.
Per i più curiosi (ed anche qui sono stata felicissima del ritrovamento) sul fondo sono stati riportati tutti i titoli dell'elenco di colonne sonore e poesie selezionati ad hoc per l'avventura ed ascoltati durante la creazione.


In circa trecento pagine è riuscito a toccare i miei tasti più nascosti, smuovendomi in reazioni di empatia, rabbia ed affetto.
Mi sono sentita un burattino mosso tanto dalla marea quanto dalla bonaccia ma desideroso di restare lì, in quel quadro al sapore di mare e di grog.
Prima ancora di chiudere il volume e riporlo, dal bianco e nero si passa alle tavole a colori, in un'inedita raccolta di oggetti, luoghi, divise e imbarcazioni.

Se potessi, non smetterei mai di parlarne. 
Se potessi, diventerei un pirata o un marinaio gentiluomo.
Eppure, nonostante il difficoltoso distacco, non avrei desiderato finale migliore. 



23 commenti:

  1. Wow, che opera!
    Ne parli in modo così coinvolgente che mi hai incuriosito non poco.
    Una cosa sola, non è la prima volta che vedo interi spartiti usati in quel modo. Lo faceva Schultz nei Peanuts e mi pare sia stato usato anche altrove, forse pure in Italia^^

    Moz-

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    1. Di sicuro mi sono espressa male.
      Intendevo un "solitamente" interno alla mia esperienza e non mi era ancora mai capitato di trovare spartiti più che semplici note.
      Darò un'occhiata alle tue segnalazioni molto molto volentieri, perché come idea mi piace un sacco.
      Se ne hai occasione, credimi, non ti deluderà :)

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  2. Ho letto le recensioni. Conclusione: la tua è la migliore.
    Ciao.

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    1. Quando scrivo di qualcosa che mi é piaciuto a tal punto temo sempre di non essere all'altezza, di dimenticare qualcosa o di inserire troppe digressioni.
      Mi commuove leggere il tuo commento, grazie!

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    Sunny Eri: beauty experience

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  4. Terminata la lettura oggi pomeriggio e scritta una recensione da pubblicare nei prossimi giorni. Devo dire che la tua è molto esauriente, senza svelare niente di una lettura che va vissuta. ;)

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    1. Nel dire poco sembra di non dire abbastanza, nel dire un po' di più é già troppo e si rovina la sorpresa.
      Sono felice sia risultata esauriente e priva di "spoiler".
      Attendo curiosa la tua recensione :)

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    1. Veramente straordinaria!
      Non potrei essere più felice di averla in libreria

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  6. ... non amo molto i libri illustrati...
    ... preferisco far uscire dallo scritto i volti, i luogli, gli oggetti e le atmosfere...
    ... per poi ricomporli nel pensiero ... unici e diversi da quelli degli altri lettori...
    ... ma visto l'entusiasmo ... mi hai tentato ...

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    1. Sino ad un annetto fa ero dello stesso avviso.
      Ritenevo che l'illustrazione tendesse a veicolare e, in un certo senso, "limitare" la fantasia ed il pensiero.
      Eppure, ti dirò, forse proprio per questo motivo molte graphic novel contengono storie veramente originali e fruibili -di quelle capaci di lasciare il segno più di molti altri libri.
      Quindi là dove pare di avere qualcosa in meno, tutto si bilancia con un elemento in più -nonché il più importante.
      Credo sia trovabile anche in molte biblioteche, magari dagli una possibilità...secondo me la merita!

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  7. Che bellezza: per occhi e mente!

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    1. Esatto!
      Una medicina per entrambi

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  8. Le illustrazioni sembrano davvero meravigliose!!!! *__* (E ok, anche il resto sembra davvero promettente, ma io mi sono innamorata di loro!)

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    1. E' giusto ed è bello che sia così!
      Le illustrazioni fungono da biglietto da visita e, in questo caso, sono meravigliose.
      Ho inserito poche fotografie per non "spoilerare" esageratamente il contenuto ma ti invito a sfogliarlo appena ne hai occasione ;)

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  9. Accipicchia! Tere & Ste ringraziano sentitamente e a profusione, davvero! E ti augurano un 2017 di belle storie (non solo da leggere)! :-)

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    1. Ho letto il vostro commento tra le corsie del supermercato alla ricerca delle uova scomparse e non ho potuto fare a meno di sorridere, ridere e poi commuovermi.
      Devo ringraziare voi ma tanto, tantissimo.
      Anche se non posso superare i limiti imposti dallo schermo, vi abbraccio come farei se vi avessi a pochi centimetri.
      Mi avete regalato un inizio degno d'essere ricordato (e non esagero!).

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  10. Dai, ci abbracciamo dal vivo a qualche fiera, magari! :-)
    (poi le hai trovate le uova?)

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    1. Assolutamente sì, sarebbe un immenso piacere!
      Se la memoria non mi tradisce, ho letto di un vostro romanzo grafico in uscita a novembre tramite Bao e non vedo l'ora.

      Le uova si son fatte trovare accanto ai biscotti al cioccolato.
      "Per non troncare l'amicizia" (scuse credibili), li ho portati a casa entrambi

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  11. "Non voglio finire di leggerti, ti prego resta con me". Una frase che dice tutto. Quando si scopre un libro così bello non ci sono parole che tengano.

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    1. Sono proprio le parole a mancare quando si tenta di descriverne la bellezza ma sono felice di aver reso l'idea anche solo con quella piccola frase!

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  12. E' stata una piacevole scoperta degli scorsi anni. Anche a me ha fatto lacrimare..

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    1. Io, come al solito (:'D), sono arrivata a scoppio ritardato ma accidenti se é commovente.
      Ormai credo di aver "rotto le scatole" a tutti -parenti ed amici- per farlo rientrare tra le prime letture dell'anno

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